Spettacoli
"La Lupa" racchiude tra le righe una tragedia che tocca il fondo dell'abisso umano, di anime in bilico tra pudore e orrore, di un destino già segnato al quale un individuo non può sfuggire, poiché solo accettandolo trova la pace e la dignità. Un destino calato nella realtà povera e faticosa della vita nei campi. "La Lupa" è una storia vissuta: la fatica e il sudore dei braccianti, umili servi della terra che stringono forte i denti in cambio di un tozzo di pane. Ed è in questo vivere schietto e umile, a volte anche crudo e amaro dei braccianti, che il testo teatrale del Verga si trasforma, attraverso l'interpretazione del regista Casulli, in musical e diventa, attraverso le canzoni, racconto dei sentimenti, rivelazione dei personaggi, di quello che sentono, di quello che hanno dentro, celato dalle fatiche che non hanno mai fine e che trovano sollievo solo nella comunione delle storie e dei destini dei braccianti sparpagliati nei campi, che sono la terra, il sole, la rugiada, che sono la vita, la morte, l'amore. E non è solo la storia di uno di loro, ma dei braccianti di tutto il mondo che si perde nell'antichità delle vicende umane.
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