Spettacoli
LA PIETRA DELLA FAME (Le Origini) - LA TRAMA / LA STORIA
"La pietra della fame", che la Rupe vuole organizzare e mettere in scena, abbraccia eventi di rivolta che colpirono Massafra negli anni tra l'ottocento ed il novecento, un periodo in cui la vita si sviluppa nel dramma della miseria esistenziale e nella disperazione occupazionale, mentre la borghesia gestiva il potere.
Tutto lo spettacolo sarà incentrato in un luogo molto vasto, ma nello stesso tempo circoscritto e protetto (es. via Muro o via Santi Medici con antistante piazza).
Tale necessità scaturisce dal fatto che lo spettacolo sarà itinerante ed ogni luogo prescelto per la messa in scena delle varie stazioni, sarà distaccato dal successivo luogo, tanto quanto basta per non creare interferenze.
Prima stazione
Inizieremo con l'incendio del municipio (fine '800), ad opera di alcuni rivoltosi i quali volevano che l'amministrazione realizzasse le opere previste dall'eredità Matteo Pagliari, cioè la costruzione di un ospedale, un orfanotrofio ed una scuola.
In lontananza si vedrà un fumo denso e la gente correre con secchi pieni d'acqua per spegnere l'incendio. Un uomo si ferma e inizia a cantare le vicende tumultuose e di miseria di fine '800.
Seconda stazione
Si entrerà in una casa dove il pubblico verrà catturato dalle urla di una partoriente, la levatrice con strumenti di fortuna e affidando il momento delicato più alla protezione e intercessione della Madonna della Scala che non alle proprie capacità, fa nascere un bimbo di nome Novecento.
Infatti nasce allo scoccare del nuovo secolo.
Il cantastorie, cantando e dando il benvenuto al nuovo secolo, "traghetterà", come Caronte, il pubblico nella visione di incertezza e di paura che aleggerà, all'inizio del nuovo secolo, nella successiva stazione.
Terza stazione
La sommossa dei contadini contro i ricchi ed usurpatori del patrimonio pubblico.
Il banditore annuncia la morte di re Umberto e le elezioni a Massafra. Dopo le votazioni la situazione non cambia, la classe contadina sempre più sottomessa comincia ad organizzarsi nelle case e nelle vicinanze favorendo sommosse contro l'amministrazione che, dopo anni di mancato raccolto, non abolisce, il dazio e non risolve i problemi riguardanti le usurpazioni fatte dai ricchi sul patrimonio pubblico. La forza pubblica intima ai contadini di pagare il dazio (si vedrà una scena dove lo scontro tra forza pubblica e popolo sarà un momento importante dello spettacolo).
La scena si concluderà con l'arresto di alcuni rivoltosi.)
Quarta stazione
Il cantastorie presenterà un anarchico che racconterà le sue vicende travagliate come emigrante ed il suo ritorno al paese senza aver fatto fortuna, ma come egli ammette: "…la vita è una storia, ma da farla, il mondo è un passaggio. Passando per il mondo bisogna lasciare la propria traccia. Ammetto che anche dio è passato da per il mondo, e anche noi passiamo in male e in bene. Può darsi che dopo morto il male può diventare bene! Chissa!"
Quinta stazione
La rivolta dei tessitori felpaioli per un salario misero. L'allestimento in strada di metri di stoffa srotolati per terra. Anche i felpaioli vissero un momento di grande crisi: le felpe e le stoffe confezionate a Massafra erano di gran pregio e conosciute nelle terre campane; ma l'arrivo di macchine industriali fece crollare tale mercato artigianale e i potenti di Massafra non affrontando il problema, continuavano a far pagare tasse ai felpaioli, i quali inscenano uno sciopero srotolando per le vie rotoli di stoffe che la gente calpesterà.
Sesta stazione
Si rappresenterà l' "era", luogo dove veniva pestato e ventilato il grano. Alcune contadine con gli attrezzi dell'epoca, insceneranno questo evento e man mano questa azione si trasformerà in un ballo folcloristico. Mentre il ballo termina, c'è un evento sanguinoso, dove due "vagghin" (guardie campestri) vengono assassinati da due sconosciuti. Si concluderà con il monologo di un personaggio che congiungerà tali eventi ai tempi di oggi, dove la storia fa da bagaglio e patrimonio alla moderna società che sembra quasi aver dimenticato le proprie origini.
Gli eventi citati verranno messi in scena in luoghi diversi ma contigui in modo da crearsi un itinerario, in cui un gruppo di 20 o 30 spettatori sosteranno in una prima stazione dove verrà rappresentato il primo evento, il gruppo si sposterà, percorrendo la strada in un altro luogo di scena dove verrà raccontato il secondo evento e così a seguire.
La costruzione a catena dello spettacolo permetterà agli attori della prima scena di ripeterla per un successivo gruppo di altrettanti spettatori e così via.
Gli eventi saranno collegati tra di loro da un cantastorie che accompagnerà il pubblico.